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Cau Porta – Grow (Seekal’Indie, 2019)

È possibile unire Musica Popolare Italiana, Jazz, Elettronica, Urban Sound ed Electro World Music? Sì se ti chiami Cau Porta.

“Grow” è l’album d’esordio dell’eclettico trio bolognese, pubblicato il Primo Marzo per la label indipendente Seekal’Indie.

Alla stesura del disco, oltre al nucleo centrale composto da Vincenzo Matozza (batteria e percussioni), Felix Matozza (basso) e Giovanni Romeo (chitarre), hanno partecipato numerosi musicisti di razza come Maria Mazzotta e Rachele Andrioli (voci), Pasquale Mirra (vibrafono), Edoardo Marraffa (sax), Viola Mattioli (violoncello), Marco Vecchio (sax), “New Horns Ensemble” (fiati), Jerry Pepe (piano), Federico Ferrer (DJ) e tanti altri.

Il progetto Cau Porta nasce da un concetto di fondo, che è quello del “viaggio”, sia esso di una singola persona o di una moltitudine di individui. Il suono dei Cau Porta è il frutto dell’intreccio delle varie esperienze musicali e personali dei componenti del gruppo, differenti per provenienza geografica e background culturali, ma con una esperienza in comune: la migrazione. Da questo concetto prende forma l’idea alla base della band che, partendo inizialmente da brani della tradizione popolare del sud Italia, allarga poi lo sguardo verso musiche di culture diverse, impostando così quella che poi è diventata la base del percorso interiore e musicale che ha portato alla realizzazione dell’album d’esordio Grow, crescere.

Grow e’ un viaggio musicale, elettronico e analogico insieme, melting pot armonico di stili e influenze, dal suono intenso e a tratti ipnotico. Le radici folk sono filtrate da influenze che vanno dal Jazz, alla musica Africana, dalla DnB al Dub.

Ad introdurlo sono gli stessi Cau Porta: Grow e’ un augurio che facciamo a noi stessi e agli altri, quello di provare a vedere le cose da un altro punto di vista, cercando di capire che spesso proprio quelle che ci spaventano di più possono farci migliorare e crescere, se vissute in maniera diversa. Questo album rappresenta uno sguardo dentro e fuori le nostre origini, e vuole essere anche un invito all’ascoltatore a  ricordare le proprie. L’intero lavoro è animato dalla speranza che ognuno di noi, guardando un altro individuo, e considerandolo “diverso” solo perché proviene da un altro luogo, possa ricordare che una volta “noi siamo stati lui”.

Lasciatevi incuriosire dal sound multiforme di questa fantastica band, e buon ascolto.

INFO
USCITA: 1 marzo 2019
LABEL: Seekal’Indie
PROVENIENZA: Bologna, Italia
GENERE: World Music, Jazz, Elettronica, Urban, Ethnic, Trip-Hop
FACEBOOK: https://www.facebook.com/cauporta/
CONTATTI: cauporta@gmail.com
STREAMING SOUNDCLOUD: https://bit.ly/2Wv3K1X
STREAMING SPOTIFY: bit.ly/cauportagrow

Villa – S/T

Esce il 31 maggio 2019 il 45 giri d’esordio di Roberto Villa, uno dei musicisti italiani più raffinati in circolazione, attuale bassista dei Ronin e collaboratore, tra gli altri, di Giacomo Toni, Emma Morton, Vince Vallicelli, Don Antonio e The Gang.

Un lavoro baciato da un sound squisitamente vintage, quasi cinematografico, in linea con la metodologia di lavoro dell’Amor Mio Non Muore, sala d’incisione completamente analogica e piccola etichetta discografica fondata nella sua città natale, Forlì.

“Plasma” è il primo singolo/videoclip, per la regia di Christoph Brehme  https://www.youtube.com/watch?v=Pm97hohCMSc

Pre-order su Bandcamp: https://lamormiononmuore.bandcamp.com/album/plasma 

 
INFO ROBERTO VILLA
Roberto Villa, classe 1982, si avvicina alla musica da piccolissimo studiando pianoforte e clarinetto. Inizia a suonare il basso elettrico nel 1998; appassionato al contrabbasso, intraprende un percorso di studi classici e successivamente si laurea in composizione e improvvisazione jazz presso il conservatorio “G.B. Martini” di Bologna.
Nel corso degli anni collabora tra gli altri con: Satellite Inn, Giacomo Toni, SuperMarket, Santo Barbaro, Don Antonio, Stiv Cantarelli and the Silent Strangers, Pete O’Dublo, Vince Vallicelli, Katherine Davis, Washboard Chaz, Paul Venturi, Mauro Ferrarese, Stella Burns, Emma Morton, Vinsanto, Joseph Martone, The Gang, Collettivo Ginsberg, Alejandro Escovedo.
Nel 2015 crea, insieme ad Alberto Bazzoli, “L’Amor Mio non Muore”, sala d’incisione completamente analogica e piccola etichetta discografica. Qui lavora come tecnico audio e produttore. Attualmente suona nella nuova formazione Ronin con Bruno Dorella, Alessandro Vagnoni e Nicola Manzan.
Con Stefano Cantarelli ha recentemente fondato il duo nowave blues J.D. Hangover. Dal 2016 inizia a lavorare a brani strumentali originali. La direzione compositiva e di suono è caratterizzata dalla metodologia di lavoro de “L’Amor mio Non Muore”; il full analog ne asseconda e rispecchia completamente l’idea musicale. Sin da subito, stringe una collaborazione con il regista Christoph Brehme; i singoli brani usciranno accompagnati da un video che ne completa la tessitura.
Le composizioni vengono pensate e sviluppate coinvolgendo i tanti musicisti con cui Villa ha collaborato in tutti questi anni.

Goodbye, Kings – A Moon Daguerreotype

Il terzo album della instrumental post-rock band milanese in uscita autoprodotto il 27 maggio 2019.

“A Moon Daguerreotype” è la terza fatica discografica dei Goodbye, Kings, band di sette elementi che alle tentazioni elettroniche tanto in voga in questo periodo ha deciso di contaminare il proprio post-rock strumentale con il battito umano e le incursioni calde del jazz, in una miscela da loro stessi definita “instrumental soundtrack for a never made european retro movie”.

“A Moon Daguerreotype” si basa sull’idea che la nascita della fotografia abbia permesso all’uomo di indagare sulla sua stessa esistenza in una maniera nuova, riproducendo meccanicamente il mondo intorno a lui. Il dagherrotipo inizia un’era tecnologica e di rappresentazione della realtà che ha dato inizio sia al cinema che ad una nuova pittura, ad una nuova scrittura e a un nuovo modo di conoscere le cose, fino ad arrivare all’utilizzo forsennato e acritico delle immagini di oggi. La luna, in questo contesto, appare ancora come misteriosa e sconosciuta -seppur profanata- e la nostra impotenza e fragilità di rappresentazione continua a inquadrarci come primitivi di fronte all’enormità e alla complessità del cosmo e dell’esistenza di un tutto.

“Speriamo di mostrare la nostra frattura, la nostra impotenza, la nostra fragilità come persone, musicisti ed esseri umani, attraverso uno sguardo antico, come il dagherrotipo, a quello che sta sopra di noi.“, dice la band.
Registrato in vari studi milanesi e masterizzato negli Stati Uniti dalle mani sapienti di James Plotkin (Isis, Sunn0))), “A Moon Daguerreotype” è disponibile in copia fisica e su tutte le piattaforme di smistamento digitale.

Fan di Tortoise, Godspeed You! Black Emperor, Nils Frahm e Neurosis, allacciate le cinture!

 

INFO
USCITA: 27 maggio 2019
PROVENIENZA: Milano, Italia
GENERE: Art-Rock; Chamber Rock; Instrumental Rock; Post-rock
FACEBOOK: https://www.facebook.com/goodbyekings/
CONTATTI: gk.postrock@gmail.com
STREAMING SPOTIFY: https://open.spotify.com/album/32LKlB8qkJHPvWPljDmE1S
STREAMING BANDCAMP: https://goodbyekings.bandcamp.com/album/a-moon-daguerreotype?fbclid=IwAR3ryAC-HqR8Po30e6xNQJRUooo_O-ctbbajDVCikWB47jQtNX9xJkfTEhM

Holding Patterns – Endless

Gli Holding Patterns sono una band formata da 3/5 componenti della celebre formazione inglese Crash of Rhinos.

Gli Holding Patterns fanno un indie rock tentacolare, divertente e diretto quanto esplorativo. La band scava nell’eredità dell’alternative rock e punk degli anni 90, di quello che allargò le frontiere verso il pop, ma sempre
sperimentando strutture e fraseggi (chi ha detto math-rock?). Nati dalle ceneri della band inglese Crash of Rhinos (2 album usciti nella decade in corso), gli Holding Patterns sposano lo slancio emozionale e il complesso lavoro di
chitarre della loro precedente incarnazione con un più ampio senso dello spazio.

“Endless” esce il 17 maggio 2019 per Vested Interest (UK), To Lose La Track (IT) e Stiff Slack (JP).

Streaming e digital download su Bandcamp https://holdingpatterns.bandcamp.com/album/endless

Streaming Spotify https://spoti.fi/2YEl029

Motel Satori – Blossom and Flower

Alternative rock con inserti elettronici e una suadente voce al femminile, costantemente in bilico tra melodia e sperimentazione. “Blossom and Flower” è l’ep d’esordio dei ferraresi Motel Satori, uscito autoprodotto ad aprile 2019.

Lo stesso quartetto lo introduce così:
“Queste 4 tracce sono una prima sintesi di questo progetto, le atmosfere sono in costante equilibrio tra l’estetica classica della rockband e gli interventi di elettronica minimale che aprono a scenari psichedelici talvolta inaspettati, quasi fossero esperimenti dall’esito sconosciuto. Come un fallout radioattivo che si sparge in una fabbrica investendo macchine in funzione e scrivanie piene di appunti.“

Impreziosito dallo splendido artwork di Christian Bondandini (NSGraphicart), “Blossom and Flower” è disponibile in compact disc, in streaming e in digital download sulle principali piattaforme di smistamento digitale.

Allacciate le cinture, e buon ascolto.

INFO
USCITA: 3 aprile 2019
PROVENIENZA: Ferrara, Italia
GENERE: Alt rock
FACEBOOK: https://www.facebook.com/motelsatori/
CONTATTI: motelsatoriband@gmail.com
STREAMING & DIGITAL DOWNLOAD: https://motelsatori.bandcamp.com/album/blossomand-flower

Goodbye, Kings – rassegna stampa in tempo reale

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